Da dx Bottino Ricci Bettini Cecchi De Rossi Firenze 06.04.2017

Il 47% dei consorziati fiorentini pagherà meno di 20 euro e l’88% meno di 50 euro

A partire dal prossimo giugno 182mila contribuenti fiorentini riceveranno il bollettino per il pagamento del contributo di bonifica 2016. Rispetto al passato si paga tutti: fino allo scorso anno nella nostra città erano solo i 31mila i cittadini delle zone di Peretola, Brozzi, Novoli, Galluzzo Ugnano e Mantignano ad essere interessati.
Le risorse in più raccolte serviranno alle diverse operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, con controllo e pulizia periodica sul reticolo e sulle opere idrauliche di tutti i corsi d’acqua cittadini.
Firenze è inserita nel Consorzio di Bonifica Medio Valdarno che comprende anche montagne e pianure di Empoli, Prato, Pistoia e la zona a nord di Siena: in tutto 63 Comuni con un reticolo idrografico che ammonta complessivamente a 5613 chilometri tra cui i bacini dell’Ema, Mugnone, Terzolle, Greve, Pesa, Vingone, Elsa, Ombrone e Bisenzio. Sui fiumi e torrenti che interessano Firenze gli investimenti del Consorzio sono stati pari a quasi 5milioni e 900mila euro per il 2016 e toccheranno quest’anno una cifra di quasi 6milioni e 200mila euro.

Cosa sono i Consorzi di Bonifica
I Consorzi di Bonifica sono regolati da leggi nazionali e regionali (in Toscana è la LR 79/2012 che ha riformato il settore) e rappresentano un unicum nel panorama istituzionale italiano: sono infatti persone giuridiche pubbliche a struttura associativa e di autogoverno, amministrati da organi eletti dai consorziati e concreta espressione di sussidiarietà nel rispetto del principio costituzionale.
Per garantire le risorse necessarie alle lavorazioni i Consorzi di Bonifica sono titolari di potere impositivo sugli immobili urbani ed agricoli, che traggono beneficio dall'attività dell’ente: è contributo diretto per una maggiore sicurezza idrogeologica. La caratteristica principale dei Consorzi, incrementata con la recente riforma, infatti è il loro carattere operativo. Con il loro bagaglio di tecnici e operatori, i Consorzi sono fattivamente presenti ogni giorno nei loro comprensori, con un’attività costante e qualificata, riconosciuta da tutti gli attori istituzionali, sociali e ed economici che a vario titolo entrano in contatto con il mondo consortile.

A che servono i contributi raccolti
I bacini interessanti la città di Firenze sono quelli dei torrenti Affrico, Terzolle, Mugnone, Mensola, Greve ed Ema, della Piana di Settimo, del borro di Rimaggio e del fosso di Gamberaia.
La manutenzione si espleta in ripetuti passaggi di sfalcio della vegetazione a mano o a macchina, fino a 4 volte l’anno sull’Arno solo nel periodo primavera-estate; rimozione arbusti, tronchi, ramaglie ed altri materiali di deposito; tagli selettivi per il mantenimento della vegetazione della fasce ripariali, ingrassaggio, controllo efficienza e sostituzioni delle parti deteriorate delle difese idrauliche (portelle, paratoie, etc.); verifica della tenuta degli argini, risagomature scarpate e sistemazione di muri di sponda. Alle attività di tipo programmatico si aggiungono poi gli interventi di tipo incidentale, per risolvere di volta in volta criticità localizzate di vario genere, e gli interventi puntuali e strategici, spesso frutto di cofinanziamento di Consorzio (fino ad un massimo del 30% degli importi) e fiscalità generale.
Su Firenze si evidenziano i lavori necessari sul Fosso delle Serre, la sistemazione del Terzolle dentro a Careggi e valle di Piazza Dalmazia, la riqualificazione del Mugnone con nuovi percorsi nel tratto a valle del Ponte Rosso e la stabilizzazione della briglia a valle di Via Caracciolo.

Quanto si paga e come
La base di calcolo è la rendita catastale per i fabbricati ed il reddito dominicale per i terreni che servono ad identificare, come vuole la normativa, il valore dell’immobile beneficiato dalla bonifica.
Il contributo da pagare è il prodotto della moltiplicazione della rendita o del reddito per diversi indici tecnici frutto degli studi affidati all’Università di Firenze e riportati dal Consorzio nel Piano di Classifica, adottato dall’Assemblea e poi definitivamente approvato dalla Regione Toscana.
Dalle prime stime di calcolo, un’abitazione in categoria catastale A2 di 900 euro di rendita catastale pagherà intorno ai 23 euro l’anno, un negozio di 3500 euro di rendita pagherà circa 32 euro e un grande albergo con 35 mila euro di rendita 370 euro circa. Più in generale si stima anche che il 47% dei consorziati fiorentini pagherà meno di 20 euro e l’88% meno di 50 euro.
In questa prima fase ai primi intestatari di ciascuna proprietà saranno recapitati semplici avvisi con ampio margine di scadenza e numerose possibilità di pagamento: poste, bonifico anche con home banking, online, tabaccaio, etc.

Tributo di bonifica interamente deducibile
Il tributo di bonifica è un onere reale che grava sull’immobile, incide sul suo stesso valore e per questo è interamente deducibile con la dichiarazione dei redditi. Una buona notizia per tutti i consorziati contribuenti, che potranno usufruire della deduzione indicando l'importo versato alla riga “altri oneri deducibili” con il codice 11.

Dichiarazioni e commenti
«Come amministrazione - ha dichiarato l'assessore all'ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini - stiamo facendo una politica per non aumentare di un euro in più le tasse ai contribuenti. Dopodiché, a fronte di una legge regionale che estende il contributo di bonifica, abbiamo lavorato e stiamo lavrando alacremente con Regione e Consorzio perché sia programmato un piano sempre più massiccio sia di interventi strutturali che di manutenzione ordinaria».
«I lavori del Consorzio di bonifica - ha rilevato il presidente della commissione ambiente del Comune di Firenze Fabrizio Ricci - visti i mutamenti climatici degli ultimi tempi e la mancanza di presidi fissi nelle zone collinari e agricole, si rendono indispensabili per una maggiore sicurezza dei corsi a valle dei fiumi, delle città e dei paesi».
«Confidiamo che il dibattito che si aprirà sull'estensione del tributo a Firenze non si focalizzi solo sull'arrivo di un tributo, tra l’altro di cifra assai contenuta per oltre l'80%dei fiorentini - ha commentato il Presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno Marco Bottino - ma metta al centro l'opportunità dei prendersi, attraverso di esso, finalmente cura dei fiumi fiorentini, vera e propria ricchezza storica e ambientale per la città».